Morti sul lavoro in aumento: i dati dell’INAIL per l’anno 2017

Il recente rapporto annuale svolto da Vega Engineering (Osservatorio Sicurezza sul Lavoro) sulla base delle informazioni raccolte dall’INAIL rende noti dati allarmanti: il numero dei morti sul lavoro, dimezzatosi nell’arco che va dal 2000 al 2016, è tornato pericolosamente a crescere negli ultimi due anni.Questi i numeri: nell’anno 2017 le denunce di infortuni mortali pervenute all’INAIL sono state 1029, cioè l’1.1% in più rispetto all’anno prima (che aveva invece segnato un calo del 13.14% rispetto al 2015, in cui i casi ammontavano a 1172).

A pesare sull’aumento degli infortuni mortali, come si evince dal dettagliato rapporto consultabile all’indirizzo https://www.vegaengineering.com/dati-osservatorio/allegati/Statistiche-morti-lavoro-Osservatorio-sicurezza-lavoro-Vega-Engineering-31-12-2017.pdf, sembra essere il fattore legato all’età, posto che i lavoratoti “over 65”, pur rappresentando il 9.5% del totale dei casi (71), vantano un indice di incidenza (in relazione cioè al numero di occupati per fascia d’età) di 141,1 morti per milione di occupati, rispetto al 61,2 della fascia da 55 a 64 anni (230 casi) ed al 33,0 della fascia da 45 a 54 anni (228 casi). Da notare, tuttavia, come l’indice di incidenza della fascia over 65 nel 2015 ammontasse addirittura a 215,5.

Le stime sono ovviamente soggette a verifica e scontano un dato determinante: esse non tengono conto dei lavoratori non iscritti all’INAIL, dei pensionati e dei lavoratori assunti in nero; tanto che le stime dell’Osservatorio indipendente sulla sicurezza sul lavoro di Bologna (http://cadutisullavoro.blogspot.it/) – che tengono conto anche delle categorie di lavoratori appena citate – indicano, per i primi tre mesi del 2018, 151 vittime, a fronte delle 131 finora registrate dall’INAIL, mentre per l’intero anno 2017 raggiungerebbero un totale di 1380.

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