L’obbligo di redigere il DUVRI e le attività esonerate

Il Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI) è un documento che, a norma dell’art. 26 comma 3 del T.U. 81/2008, deve redigere il datore di lavoro che assume lavoratori esterni alla propria azienda con contratti d’opera, d’appalto o di somministrazione.

In tali casi, dunque, la valutazione dei rischi derivanti dall’interazione tra lavoratori esterni nelle attività interne all’azienda è compito del datore che “ospita” i lavoratori, mentre in tutti gli altri casi è il datore di lavoro mandante a dover valutare i rischi per i propri dipendenti mandati presso terzi nel proprio DVR.

L’obbligo di redigere (ed aggiornare: si tratta di un documento cd. dinamico) il DUVRI sorge dunque in presenza delle tipologie contrattuali appena menzionate, escluse quelle previste dal comma 3-bis dello stesso articolo 26, vale a dire:

  • i servizi di natura intellettuale
  • le mere forniture di materiali o attrezzature
  • i lavori o servizi la cui durata non è superiore a cinque uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti da:
    • incendio di livello elevato, ai sensi del decreto del Ministro dell’interno 10 marzo 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 64 alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998;
    • svolgimento di attività in ambienti confinati, di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177;
    • presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto o di atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI del T.U. n. 81/2008.

Vi rientrano, tuttavia, anche le attività previste dal Titolo IV del Testo Unico, cioè quelle svolte in cantieri mobili o temporanei, così come definiti dall’art. 89 dello stesso Testo Unico.

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