Il Piano Operativo di Sicurezza (POS)

Tutto il sistema della sicurezza sul lavoro regolato dal T.U. 81/2008 ruota come noto attorno all’obbligo di valutazione dei rischi presenti durante l’attività lavorativa. In ogni luogo di lavoro, infatti, deve essere redatto dal datore di lavoro un Documento di Valutazione del Rischio (DVR) (art. 17 del T.U.), che contenga tanto i rischi individuati quanto le misure per azzerarli.

Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è il documento con cui il datore di lavoro dell’azienda esecutrice dei lavori compie la valutazione dei rischi nel singolo cantiere e descrive le misure per la loro riduzione. Si tratta dunque di un documento sempre obbligatorio per tutti i cantieri mobili o temporanei, ed il datore di lavoro dell’azienda esecutrice deve redigerlo cantiere per cantiere (art. 96, comma 1, lett. g).

In caso di subappalto, inoltre, il datore di lavoro ha l’obbligo di verificare i POS redatti dai datori di lavoro delle ditte subappaltanti.

I contenuti minimi del POS stabiliti dall’allegato XV d.lgs 81/2008 sono:

    • i dati identificativi dell’impresa esecutrice ed i nominativi delle figure obbligatorie (capo cantiere, coordinatori, ecc.);
    • le specifiche attività di sicurezza svolte da ogni figura nominata;
    • la descrizione delle attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro;
    • l’elenco dei ponteggi, dei ponti, delle macchine, degli impianti ecc. utilizzati nel cantiere;
    • l’elenco delle sostanze e miscele pericolose utilizzate nel cantiere con le relative schede di sicurezza;
    • l’esito del rapporto di valutazione del rumore;
    • l’individuazione delle misure preventive e protettive;
    • le procedure complementari e di dettaglio;
    • l’elenco dei dispositivi di protezione individuale (DPI) forniti ai lavoratori;
    • la documentazione in merito all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori.

Il Decreto Interministeriale 9 settembre 2014 ha introdotto la possibilità di utilizzare un POS semplificato, per facilitare l’inserimento dei dati minimi obbligatori e ridurre la produzione di documenti cartacei dal contenuto spesso superfluo (es. ripetizione di lunghe disposizioni di legge). Non c’è alcun limite normativo all’utilizzo del modello semplificato: l’importante, se si decide di utilizzarlo, è che la compilazione sia quanto più completa e precisa possibile.

Se il datore di lavoro non redige il POS o lo redige in modo scorretto o incompleto è sottoposto, per ciò solo, alla sanzione penale prevista all’art. 159, comma 1 d.lgs 81/2008: arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro.

Esistono però alcune strade per evitare la condanna: ad es. l’oblazione (artt. 162 e 162-bis c.p.).

Non solo. I difetti del POS, oltre ad ostacolare la gestione in concreto dei rischi sul lavoro (aumentando così la possibilità che si verifichino infortuni), hanno normalmente anche un ruolo decisivo sulle conseguenze giuridiche una volta che l’infortunio si sia realizzato.

I procedimenti penali per morte o lesioni colpose avvenute in cantieri mobili o temporanei, infatti, passano sempre per un esame sulla corretta valutazione di tutti i rischi così come descritta nel POS, nonché sui diversi obblighi di vigilanza ad esso correlati.

Poiché la valutazione è compiuta prima dal Pubblico Ministero e poi dal giudice penale, è molto importante che alla redazione del POS partecipino anche consulenti esperti in diritto penale del lavoro, così da mettere a punto una strategia preventiva non solo completa ed idonea, ma anche capace di “resistere” in un eventuale procedimento penale.

I vantaggi di un buon POS possono dunque riassumersi così:

  • Evitare le sanzioni penali derivanti dalla sola assenza o insufficienza del POS;
  • Diminuire il rischio infortuni attraverso la previsione di misure preventive idonee;
  • Coinvolgere i lavoratori nella gestione del rischio ripartendo ruoli e competenze in modo chiaro e preciso;
  • Garantire una difesa più efficace in un processo penale in caso di verificazione di un infortunio.

Tuttavia, poiché in un cantiere spesso coesistono lavoratori appartenenti a più ditte, oltre al POS è solitamente necessario compilare anche un altro piano di sicurezza prima dell’inizio dei lavori, il Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC), per garantire un efficace coordinamento ed eliminare i rischi derivanti dalle interferenze tra i lavoratori.

 


Documenti utili:

T.U. 81/2008

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