I Coordinatori per la sicurezza (CSP e CSE)

In materia di cantieri mobili o temporanei, se il lavoro – come solitamente avviene – è affidato a più ditte esecutrici, tra gli obblighi posti a carico del Committente dei lavori (o del Responsabile dei lavori, se nominato) rientra anche quello di nominare due importanti figure (art. 90 commi 3 e 4 del T.U. 81/2008).

Si tratta:

  • del Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera, o più semplicemente Coordinatore per la progettazione (CSP), e
  • del Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, o più semplicemente Coordinatore per l’esecuzione dei lavori (CSE).

Tali figure devono necessariamente possedere una Laurea Magistrale o Specialistica in uno dei settori previsti dall’art. 98 del T.U. e l’attestato di frequenza ad uno specifico corso in materia di sicurezza (v. sempre art. 98).

A norma del comma 6 dell’art. 90, il committente (o il responsabile dei lavori se nominato), qualora in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98, può svolgere egli stesso le funzioni sia di Coordinatore per la progettazione sia di Coordinatore per l’esecuzione dei lavori, o subentrare ad essi anche dopo la nomina (comma 8 dell’art. 90).

Il mancato adempimento di tale obbligo – cioè la nomina dei Coordinatori – è già idoneo a produrre una responsabilità penale, sancita dall’art. 157, comma 1, lett. a), che prevede la sanzione dell’arresto da tre a sei mesi o dell’ammenda da 2.740 a 7.014,40 euro.

Esiste però un’eccezione, disposta dal comma 11 dell’art. 90, che esclude l’obbligo di nominare il solo Coordinatore per la progettazione in caso di lavori privati non soggetti a permesso di costruire e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.

Il T.U. 81/2008 pone numerosi obblighi in capo ai Coordinatori, la cui inosservanza, come si dirà, costituisce già di per sé un reato. Tuttavia, è bene tenere a mente che anche i Coordinatori possono figurare – e normalmente figurano – tra i soggetti potenzialmente responsabili penalmente per:

  • Rimozione od omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, punita dall’art. 437 c.p. con la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni, che diventa da tre a cinque anni nel caso in cui si verifichi un infortunio od un disastro;
  • Omissione colposa di cautele, punita dall’art. 451 c.p. con la pena della reclusione fino a un anno o con la multa da 103 a 516 euro;
  • Disastro, punito dall’art. 434 c.p. con la pena della reclusione da uno a cinque anni se la violazione della normativa è idonea a produrre un disastro che non avviene, e da tre a dodici anni se invece il disastro avviene;
  • Lesioni colpose, punite dall’art. 590 comma 2 con la pena della reclusione da tre mesi a un anno o della multa da 500 a 2.000 euro per le lesioni gravi e della reclusione da uno a tre anni per le lesioni gravissime;
  • Omicidio colposo, in caso di morte di un lavoratore, punito dall’art. 589 comma 2 con la pena della reclusione da 2 a 7 anni.

Si noti inoltre che, benché nella quasi totalità dei casi la responsabilità per omicidio in caso di morte causata dalla violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro sia imputata a titolo di colpa, nel noto caso Thyssenkrupp l’imputazione iniziale, confermata in primo grado e poi derubricata in omicidio colposo in secondo grado ed in Cassazione, era a titolo di dolo, con una pena minima, prevista dall’art. 575 c.p., di anni 21 di reclusione.

Gli obblighi cui il Coordinatore per la progettazione (CSP) deve adempiere prima dell’inizio dei lavori, durante la progettazione dell’opera e comunque prima della presentazione delle offerte, sono elencati dall’art. 91 del T.U. 81/2008.

Egli deve:

  • redigere il Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC);
  • coordinare l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 90, comma 1, cioè l’applicazione da parte del Committente (o del Responsabile dei lavori se nominato) delle misure generali di tutela di cui all’art. 15 del T.U.;
  • predisporre un fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera (o aggiornare l’eventuale fascicolo già esistente).

Questo fascicolo rappresenta una sorta di carta d’identità dell’opera, contenente i vari dettagli riguardanti i lavori svolti su di essa, tra cui l’indicazione dei soggetti coinvolti, dei rischi riconosciuti e delle misure preventive adottate. I suoi contenuti sono definiti all’Allegato XVI del T.U.

Il fascicolo non è necessario nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lett. a) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

Il mancato adempimento di tali obblighi produce in capo al Coordinatore una responsabilità penale, sancita dall’art. 158, comma 1, che prevede la pena dell’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 2.740 a 7.014,40 euro.


Una volta terminata la fase di progettazione – dunque dopo l’assegnazione dell’appalto – subentra la figura del Coordinatore per l’esecuzione dei lavori (CSE), che deve essere nominato anche se la presenza di più imprese esecutrici dei lavori è decisa successivamente alla fase di progettazione (in questo caso si avrà solo il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori e non anche il Coordinatore per la progettazione). Il T.U. 81/2008 pone in capo ad esso numerosi importanti obblighi di vigilanza nell’esecuzione dei lavori nel rispetto delle prescrizioni contenute nel Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC), affidandogli anche il dovere di segnalare al committente eventuali inosservanze. Come disposto dall’art. 92, infatti, egli:

  • verifica l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni contenute nel Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC) e la corretta applicazione delle eventuali procedure di lavoro;
  • verifica l’idoneità del Piano Operativo di Sicurezza (POS), assicurandone la coerenza con il Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC), e ove necessario adeguando quest’ultimo ed il fascicolo di cui all’articolo 91 (v. sopra) in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in  cantiere; verifica inoltre che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi Piani Operativi di Sicurezza (POS);
  • organizza la cooperazione ed il coordinamento delle attività tra i datori di lavoro (e gli eventuali lavoratori autonomi) nonché la loro reciproca informazione;
  • verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;
  • segnala al committente (o al responsabile dei lavori se nominato) le eventuali inosservanze degli obblighi posti in capo alle imprese (ed agli eventuali lavoratori autonomi) dagli artt. 94, 95, 96 e 97, comma 1, del T.U., e delle prescrizioni contenute nel Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC), previa contestazione scritta ai soggetti interessati; propone inoltre la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese (o eventualmente dei lavoratori autonomi) dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente (o il responsabile dei lavori, se nominato) non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione senza fornire idonea motivazione, il Coordinatore per l’esecuzione dà comunicazione dell’inadempienza alla Azienda Unità Sanitaria Locale e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti;
  • sospende, in caso di pericolo grave e imminente direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

L’inosservanza di tali obblighi produce in capo al Coordinatore per l’esecuzione una responsabilità penale sancita dall’art. 158, co. 2, lett. a), che prevede la pena dell’arresto da tre a sei mesi o dell’ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro.

Nel solo caso di inosservanza dell’obbligo di verificare l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali, la pena è dell’arresto da due a quattro mesi o dell’ammenda da 1.096,00 a 5.260,80 euro (art. 158, co. 2, lett. b)).

 


Documenti utili:

T.U. 81/2008

Allegato XVI