Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC)

Poiché in un cantiere spesso coesistono lavoratori appartenenti a più ditte, oltre al Piano Operativo di Sicurezza (POS) è solitamente necessario compilare anche un altro piano di sicurezza prima dell’inizio dei lavori (cioè in fase di progettazione), per garantire un efficace coordinamento ed eliminare i rischi derivanti dalla presenza di più lavoratori nel medesimo cantiere: il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).

A differenza del POS, che è redatto dal singolo datore di lavoro per ciò che riguarda l’opera dei propri dipendenti, lo scopo del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è quello di effettuare una valutazione del rischio che tenga in considerazione tutti i rischi presenti in cantiere.

Si tratta dunque anche in questo caso di un documento obbligatorio, che deve però essere redatto da una specifica figura in possesso di determinate qualifiche (v. art. 98): il Coordinatore per la progettazione (CSP).

Poichè la sua redazione rientra tra gli obblighi inderogabili del Coordinatore per la progettazione (CSP), esso è obbligatorio ogniqualvolta sia obbligatorio nominare tale figura: cioè quando in cantiere siano presenti lavoratori appartenenti a più imprese esecutrici diverse, anche se non contemporaneamente presenti (v. art. 90, comma 3). L’unica eccezione, prevista dal comma 6 dell’art. 100, riguarda i lavori la cui esecuzione immediata è necessaria per prevenire incidenti imminenti o per organizzare urgenti misure di salvataggioo per garantire la continuità in condizioni di emergenza nell’erogazione di servizi essenziali per la popolazione quali corrente elettrica, acqua, gas o reti di comunicazione.

Trattandosi di un documento “globale” sulla sicurezza nel cantiere, il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) non va redatto solo prima dell’inizio dei lavori, ma addirittura prima della presentazione delle offerte per la gara d’appalto: come specifica il comma 2 dell’art. 100, il Piano di sicurezza e coordinamento (PSC) è infatti parte integrante del contratto di appalto. Esso deve essere dunque trasmesso dal Committente (o dal Responsabile dei lavori, se nominato) a tutte le imprese invitate a presentare offerte (o messo a disposizione di tutte le aziende interessate in caso di bando pubblico).

L’art. 100 del T.U. 81/2008 ne descrive i contenuti in questo modo:

Il piano è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi particolari di cui all’ALLEGATO XI, con specifico riferimento ai rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri interessati da attività di scavo, nonché la stima dei costi di cui al punto 4 dell’ALLEGATO XV. Il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) é corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi. I contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento e l’indicazione della stima dei costi della sicurezza sono definiti all’ALLEGATO XV.

Come si vede, il PSC consiste in una relazione tecnica sui rischi presenti in ogni fase dell’opera e che deve necessariamente contenere anche delle tavole esplicative della planimetria sull’organizzazione del cantiere. Gli altri contenuti sono illustrati dal modello contenuto nell’Allegato XV (scaricabile qui sotto).

Tra le indicazioni minime, devono figurare:

  • l’identificazione e la descrizione dell’opera (indirizzo del cantiere, descrizione del contesto in cui l’area del cantiere è collocata, descrizione sintetica dell’opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche);
  • l’individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza (indicazione dei nominativi delresponsabile dei lavori se nominato, del Coordinatore per la progettazione e, qualora già nominato, del Coordinatore per l’esecuzione dei lavori, il quale, prima dell’inizio dei singoli lavori, dovrà indicare anche i nominativi dei datori di lavoro delle imprese esecutrici e degli eventualilavoratori autonomi);
  • la relazione tecnica concernente l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi concreti, con riferimento all’area ed alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze;
  • le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive (v. Allegato XV per maggiori dettagli);
  • le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, inriferimento alle interferenze tra le lavorazioni;
  • le misure di coordinamento relative all’uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi;
  • le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, fra i datori di lavoro e tra questi e gli eventuali lavoratori autonomi;
  • l’organizzazione per pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori (compresi i numeri telefonici delle apposite strutture presenti sul territorio);
  • la durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro e, se necessario, delle “sottofasi” di lavoro, nonché l’entità presunta del cantiere espressa in “uomini-giorno” (v. art. 89 del T.U.);
  • la stima dei costi della sicurezza.

Poiché da un lato si tratta di un elenco molto dettagliato ed ulteriormente approfondito nel resto dell’Allegato XV, e dall’altro il Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC) è un momento essenziale della sicurezza sul lavoro nei cantieri che è sempre attentamente esaminato dalla magistratura in caso di verificazione di un infortunio, non solo è dunque indispensabile affidarsi ad un Coordinatore per la progettazione (CSP) esperto ed affidabile, ma è anche consigliabile – soprattuto nei cantieri molto complessi – coinvolgere un consulente esperto in diritto penale del lavoro, in modo tale da costruire un Piano idoneo ad affrontare la molteplicità di rischi che generalmente incombono quando si tratta di realizzare opere complesse.


Le prescrizioni contenute nel PSC devono essere obbligatoriamente attuate dai datori di lavoro delle imprese esecutrici (e dai lavoratori autonomi eventualmente presenti): si tratta di un altro obbligo penalmente sanzionato, nel senso che in caso di inosservanza di tali prescrizioni si incorrerà nelle sanzioni penali (previste dagli artt. 159, comma 2, lett. a) e 160, comma 1, lett. a)), dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 euro per il datore o i dirigenti e dell’arresto fino a tre mesi o dell’ammenda da 491,40 a 1.965,61 euro per i lavoratori autonomi.

Pertanto, i datori di lavoro delle imprese esecutrici devono mettere a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del PSC (e ovviamente anche del POS) almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori (ma in questo caso il mancato adempimento costituisce “solo” un illecito amministrativo, che consiste in una sanzione pecuniaria da 614,25 a 2.211,31 euro).


Una volta terminata la fase di progettazione e la gara d’appalto, al Coordinatore per la Progettazione (CSP) subentra il Coordinatore per l’esecuzione (CSE), che può essere lo stesso soggetto od un altro. A tale figura la ditta vincitrice della gara può rivolgersi per suggerire modifiche del Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC) secondo la propria esperienza, con l’unico limite che non potranno essere modificati i costi per la sicurezza pattuiti.


Documenti utili:

T.U. 81/2008

Allegato XI

Allegato XV

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