Le sanzioni per le imprese che non adottano le misure anti-contagio

Non tutte le aziende sono obbligate alla chiusura, e non tutte possono ricorrere allo smart working. Le aziende che intendono proseguire la propria attività produttiva devono però garantire alti standard di tutela per la salute dei lavoratori, attraverso specifiche misure idonee a prevenire il contagio da Covid-19.

Cosa succede se un’azienda non attua le misure idonee?

Va innanzitutto premesso che non esiste una lista chiusa di misure idonee e sufficienti a ritenere assolto ogni obbligo di tutela. Allo scopo di facilitare l’attuazione delle misure è però stato redatto un elenco di linee-guida, inserito nel Protocollo approvato il 14 marzo 2020 (ulteriori informazioni qui).

Trattandosi di linee-guida, il loro mancato recepimento non è direttamente sanzionato. Tuttavia, la mancata adozione, o l’adozione di misure insufficienti per contenere financo ad eliminare il rischio di contagio, è punibile ai sensi dei normali illeciti previsti dal T.U. 81/2008; e le linee guida possono essere utilizzate quale parametro per verificare se le misure attuate siano sufficienti o meno.

Ad esempio, il Protocollo contiene delle linee-guida per gli obblighi di informazione; non è necessario adottare alla lettera le linee-guida, tuttavia:

– La mancata diffusione di informazioni sufficientemente dettagliate è punibile come violazione dei normali obblighi informativi posti in capo al datore di lavoro dall’art. 36 del T.U., ed è dunque sanzionabile con la pena dell’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da € 1.474,21 a € 6.388,23 euro ai sensi dell’art. 55, co. 5, lett. c);

– La valutazione sulla completezza e sulla “sufficienza” delle informazioni concretamente diffuse sarà svolta alla stregua delle linee-guida, pertanto è probabile che laddove una delle misure consigliate dalle linee-guida non sia stata attuata, né sia adottata misura diversa ma comunque analogamente efficace, sarà riscontrata una violazione dell’art. 36 del T.U.

In secondo luogo, va evidenziato come l’art. 42 del d.l. 17 marzo 2020, n. 18 abbia definito il contagio sul lavoro come un vero e proprio infortunio. Ciò significa che se un lavoratore contrae il Coronavirus sul luogo di lavoro o comunque durante l’attività lavorativa, il contagio potrà dar vita ai normali delitti di evento: lesioni colpose gravi o gravissime e omicidio colposo.

Infine, come noto, le lesioni gravi o gravissime, così come l’omicidio colposo, sono reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ex art. 25-septies d.lgs. 231/2001. Per evitare questo tipo di responsabilità, che può determinare sanzioni gravosissime per l’impresa, l’aggiornamento del “modello 231” è quantomeno doverosa, ma è anche compito dell’Organismo di Vigilanza verificare che le misure per il contenimento del contagio da COVID-19 siano state efficacemente attuate e che queste ultime siano state affiancate da ulteriori misure, se necessarie, di “adattamento” alle esigenze della singola impresa analizzata.


Documenti utili:

Protocollo condiviso delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

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