Perché dovrei avere bisogno di una consulenza in tema di Diritto della Sicurezza sul Lavoro?

   
Perché il rischio infortuni non si può azzerare, si può solo limitare.

Per quanto un’organizzazione della sicurezza sul lavoro possa essere solida e capillare, non esiste alcun modo di garantire al 100% che non si verificherà mai alcun infortunio, che potrebbe anche solo dipendere da un errore del lavoratore; e lo stesso vale ovviamente per il rischio di finire sotto processo penale, che dipende soprattutto dal verificarsi o meno di un infortunio.

Perché se si verifica un infortunio sul lavoro, ne possono essere chiamati a rispondere sia il datore di lavoro che tutti gli altri soggetti che ricoprono specifiche posizioni (dirigenti, preposti ecc.).

Il Testo Unico del 2008, infatti, prevede diverse figure quali responsabili di eventuali infortuni sul lavoro. La loro identificazione, tuttavia, non è sempre semplice e a volte i giudici individuano figure diverse da quelle espressamente “nominate” dall’azienda.

Perché limitare la responsabilità del datore è possibile, e non significa “trasferirla” su qualcun altro.

Il T.U. del 2008 prevede espressamente la possibilità di costruire un sistema di deleghe per mezzo del quale il datore di lavoro può affidare gran parte dei compiti relativi alla sicurezza sul lavoro ad altri soggetti (dirigenti, preposti ecc.) i quali sono già responsabili in virtù della posizione che ricoprono: la delega dunque non crea nuove responsabilità in capo ad essi, semplicemente elimina la responsabilità congiunta del datore di lavoro. Tuttavia, perché la delega sia valida e dunque idonea a “liberare” il datore di lavoro delle responsabilità delegate, deve soddisfare diversi requisiti.

Perché l’individuazione stessa del “datore di lavoro” potrebbe non essere così semplice.

In società complesse – dai gruppi di s.p.a. alle aziende con filiali – l’individuazione del datore di lavoro non è sempre agevole e spesso la giurisprudenza, di fronte ad un assetto confuso, ne individua anche più di uno, moltiplicando dunque i soggetti responsabili. Individuare con precisione i ruoli relativi alla sicurezza sul lavoro non significa creare responsabilità, ma limitarla: sapere quali sono i propri doveri è infatti uno step fondamentale per riuscire ad adempierli.

Perché una consulenza preventiva è assai più efficace ed economica di una difesa durante il processo.

Il sistema della sicurezza sul lavoro contempla una complessa serie di regole dirette ad evitare la verificazione di infortuni; se dunque l’infortunio avviene, è molto difficile convincere il giudice che tutte le regole siano state rispettate. Una consulenza preventiva, oltre a ridurre drasticamente il rischio infortuni, è soprattutto indispensabile per poter predisporre un assetto organizzativo capace di convincere il giudice che l’infortunio non è stato dovuto ad una carenza organizzativa; per impostare cioè una difesa solida.

Perché le violazioni del Testo Unico 81/2008 sono in buona parte sanzioni penali, il cui accertamento è dunque di competenza del giudice penale.

La tenuta di un assetto organizzativo sarà dunque valutata prima dal Pubblico Ministero e poi dal giudice penale, i quali utilizzano concetti e ragionamenti tipici del processo penale: la partecipazione di un avvocato esperto di diritto e processo penali nell’organizzazione della sicurezza è perciò fondamentale per adottare un sistema capace di “resistere” agli occhi del giudice.

Perché il solo fatto di essere il datore di lavoro fa insorgere obblighi il cui mancato rispetto comporta una responsabilità penale, a prescindere dall’effettivo verificarsi di un infortunio.

La responsabilità penale del datore di lavoro non è solo conseguenza di un infortunio sul lavoro, poiché sussistono obblighi che nascono con l’inizio stesso dell’attività imprenditoriale, il cui mancato adempimento costituisce esso stesso reato. Obblighi di questo tipo sono principalmente quelli non delegabili previsti dall’art. 17, cioè la creazione del Documento di Valutazione del Rischio (DVR) e la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Il Testo Unico 81/2008 contiene inoltre numerosi altri obblighi delegabili.

Perché non solo l’assenza, ma anche l’insufficienza del Documento di Valutazione del Rischio (DVR) può determinare una responsabilità penale, a prescindere da eventuali infortuni.

Non solo l’assenza totale di un DVR comporta una responsabilità penale, ma anche una sua formazione lacunosa o insufficiente. Proprio al fine di ottenere un DVR il più completo possibile è necessaria, oltre alla partecipazione di tecnici e ingegneri, il controllo finale di un penalista: come detto, chi giudica sulla completezza del DVR, infatti, è il giudice penale.

Perché se si verifica un infortunio, il procedimento penale parte automaticamente.

Ciò significa che la volontà di iniziare le indagini ed eventualmente il processo non dipende dal lavoratore infortunato, ma è un obbligo che il Pubblico Ministero deve rispettare. Non c’è dunque alcun modo di arrestare la macchina giudiziaria una volta avvenuto l’infortunio.

Perché se si verifica un infortunio grave, potrebbe rispondere anche l’azienda con il suo patrimonio, a prescindere dalla forma societaria.

La morte e le lesioni gravi o gravissime (superiori cioè 40gg di prognosi) causate con violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro sono tra i reati-presupposto per la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, che è valutata dallo stesso giudice che procede per gli infortuni. Ciò significa che durante il procedimento penale contro il datore di lavoro e gli altri eventuali soggetti responsabili il giudice penale potrebbe condannare anche l’azienda a pagare una sanzione amministrativa molto salata e – nei casi più gravi – ad interdirne la prosecuzione delle attività. La responsabilità dll’ente è dunque strettamente connessa all’esito del processo penale.